FRANK CARTER & THE RATTLESNAKES – HOME FESTIVAL 2017 – TREVISO


Questo festival è davvero troppo figo (token validi giornalmente a parte!). Sembra quasi di essere effettivamente a una di quelle grandi manifestazioni come il Glastonbury o il Coachella, il tutto in versione ridotta. Otto palchi e oltre 160 show tra live, dj set ed eventi culturali: welcome to Home Festival 2017, cinque giorni di eventi con nomi pazzeschi, tende da circo, strani personaggi, insomma è una vera festa.

L’estrazione musicale delle band presenti è molto varia perché in cinque giornate si passa da Liam Gallagher o Frank Carter & The Rattlesnakes a J-AX e Fedez, Max Gazzè o i Bloody Beatroots live! C’è musica davvero per tutti i gusti.

Non avendo il dono dell’ubiquità, come immaginerete, ho dovuto fare una cernita fra gli artisti presenti e il palco che ho scelto di seguire è il Sun68 Circus Stage, un tendone da circo molto carino in cui però fa un caldo torrido. A condividere con me questa giornata c’è una trevigiana DOC: Novella, che si sta sorbendo la sottoscritta da ore, povera donna!

Subito dopo aver ascoltato i miei cari Slydigs, di cui vi ho già parlato QUI, che ho rivisto con estremo piacere, sono scappata verso il main stage, il Clipper, per vedere Simon Le Bon e i suoi Duran Duran.

In realtà la mia presenza all’Home Festival quest’anno ha un motivo ben preciso: vedere e ascoltare live per la prima volta un personaggio che mi affascina da mesi per la sua attitudine e la sua carica sul palco.

Voglio proprio vedere se anche oggi avrò lo stesso effetto. Di chi sto parlando? Lui è Frank Carter, ex cantante dei Gallows da cui si è staccato pochi anni fa per seguire la carriera solista. In realtà non è solo per niente perché sul palco è accompagnato dai The Rattlesnakes, ossia Tom ‘Tank’ Barclay al basso, Gareth Grover alla batteria, Dean Richardson alla chitarra e Thomas Mitchener alla seconda chitarra e al synth.

Li ho scoperti per caso mentre stavo sfogliando un numero di Classic Rock Magazine e quando ho letto che avrebbero aperto i miei amati Papa Roach il prossimo 24 settembre a Milano, ho alzato le antenne e mi sono documentata.

Ho ascoltato tutto l’ultimo album uscito a gennaio 2017 intitolato “Modern Ruin” e mi è piaciuto così tanto che non sono riuscita ad aspettare e ho ascoltato immediatamente anche quello precedente “Blossom”. “Cazzo, che potenza sono questi qui, devo assolutamente vederli dal vivo” e tac, Home Festival me li “regala” – insomma – a Treviso insieme agli Slydigs e ai Duran Duran, che culo!

In questi due album ci sono alcune canzoni che sono davvero delle chicche di alternative rock come “Wild Flowers” e “Devil Inside Me”, anche se molti considerano la band più hardcore punk che alternative.

Sull’assegnazione dei generi musicali ho sempre dei grandi dubbi, anche perché il fatto di non riuscire a inserire a occhi chiusi un artista in un genere significa che è stato bravo a non omologarsi alla corrente e che ha scelto di provare a mescolare più sonorità.

Scusate il mio solito divagare, torniamo a noi.

Ho appena mollato Simon Le Bon & Co all’ultimo accordo di “Rio” e mi sono scapicollata nuovamente verso il Sun68 Circus Stage – il tutto con zeppe di corda chiaramente – per non perdere nemmeno un minuto dello show di Frank Carter.

Prima fila, ci siamo.

Saremo in cinquanta persone qui sotto, non di più. Meglio, molto più spazio per me.

Le luci si spengono ed entrano uno dopo l’altro tutti i componenti della band, lasciando per ultimo Frank Carter che si presenta sul palco con una giacca di pelle bianca (vi ricordo che è il 31 agosto) e dei sobrissimi occhiali rosa porcellino che con quei capelli color pel di carota lo rendono un vero bijoux.

Nemmeno il tempo di commentare mentalmente il suo abbigliamento che subito Frank inizia a urlare indemoniato “Juggernaut”. Beh, cari miei, questa band è come un calcio improvviso sui denti, una manata di energia pura.

Il frontman è un vero animale da palco, non sta fermo un secondo. Salta, si agita, è scatenato e siamo solo alla prima canzone. Che bomba!

I suoni sono ottimi, forse il volume – strano detto da me – è leggermente un po’ alto, ma va benissimo così. Il ritmo incalzante della batteria mi fa riconoscere subito “Lullaby”, brano in cui finalmente riesco a sentire bene la versione melodica della voce di Carter che, devo ammetterlo, è davvero bravo.

Lo so che vi scrivo sempre che i cantanti che vado a vedere sono bravi, ma se è così cosa devo dirvi, che fanno schifo? Meno male, almeno i soldi sono decisamente ben spesi.

Il finale “incazzato” di “Lullaby” ci accompagna verso una delle mie due canzoni preferite della band ossia “Wild Flowers”. Questo brano ha un sound rock molto british rispetto a quelli dell’album “Blossom” che ritengo molto più “pestato” rispetto all’ultimo lavoro, leggermente più soft e ricercato.

Seguono “Vampires”, uno dei brani che ha contribuito maggiormente a rendere famosa la band, e una versione molto tirata di “Trouble”.

E’ ufficiale: Frank Carter dal vivo è un pazzo, un adorabile pazzo, un cazzo di FRONTMAN con le palle! Bravo, infiniti applausi!

Stacca il microfono dall’asta, scende dal palco e si butta sul pubblico che nel frattempo è decisamente aumentato.

Non contento, apre il cancelletto delle transenne e viene in mezzo a noi a cantare. E’ visibilmente contento di come ci stiamo divertendo e stringendo a lui, si fa abbracciare e prende addirittura in mano il telefono di un ragazzo che sta facendo il video per auto riprendersi. Il tutto con una grinta impressionante.

La band segue ogni sua variazione, pausa o cambio senza la minima esitazione, immagino siano abituati a questi “colpi di testa” da parte del cantante.

“Jackals” e “God is my friend” infiammano ulteriormente il pubblico che non smette di saltare insieme a Frank Carter.

L’energia della band si tocca con mano con “Paradise”,“Snake Eyes”, ma soprattutto dal primo accordo di “Devil Inside Me” perché con questa canzone il palco sta bruciando di adrenalina.

Questo è uno dei miei due brani preferiti della band, una melodia potente e affascinante allo stesso tempo così ho deciso di fare un video con il mio telefono. Sono in prima fila, Frank è al lato opposto del palco e ovviamente si accorge che lo sto riprendendo così inizia a fissarmi insistentemente e passo dopo passo si avvicina guardando dritto verso il mio telefono.

“Oddio adesso scende e mi rompe il telefono” è la prima cosa a cui penso. Invece no, anzi, inizia a saltare a tempo di batteria e continua a scatenarsi sul palco.

Telefono sano e salvo e il video potete guardarlo sulla mia pagina Instagram: https://www.instagram.com/the_setlist_girl/

La vera genialata di questo concerto, ciò che rende questa band un po’ più diversa dalle altre e controcorrente come attitudine, è il finale. Infatti, scelgono di concludere il concerto con “I hate you”, altro che “Arrivederci e gratzi”.

Vi dico solo che la prima strofa recita così:

You are nothing

You are nothing to me

You are a useless fucking cunt

You are nothing to me

Insomma, un testo ricco di pace e amore.

Non posso perdere questa setlist, le condizioni sono tutte favorevoli: prima fila e nessuna folla ingestibile in termini di numero quindi let’s do it!

La band è appena scesa dal palco e il pubblico pian piano esce per tornare a respirare aria fresca, così non appena incrocio lo sguardo del roadie, inizio a urlare “Excuseeee meeee, can you giveee me the seeetlist?”. Con una leggera perplessità, il tizio si guarda in giro e stacca in men che non si dica quel meraviglioso pezzettino di carta.  Peccato che grazie alla sua delicatezza, la mia scaletta si sia strappata. “Ma insomma, possiamo fare un po’ di attenzione che qui c’è gente che pensa a collezionarle?”

Chiaramente lo ringrazio, ma lentamente mi allontano borbottando contro l’indelicatezza dell’atto e coccolando la mia setlist martoriata:

Non importa “tizio” dai, va bene così, è stato un concerto ottimo, una carica di energia davvero indescrivibile quindi mi rivolgo a voi che ancora non avete visto questa band dal vivo: avete un’ultima possibilità di gustarvi Frank Carter e i suoi Rattlesnakes domenica 24 ottobre all’Alcatraz di Milano dove suoneranno in apertura ai Papa Roach.

Io, fossi in voi, correrei a comprare immediatamente il biglietto. Anzi, sono proprio in voi perché l’ho già comprato!

Aggiornamento del 14/09/2017

Frank Carter & The Rattlesnakes hanno appena rilasciato una dichiarazione ufficiale per annullare il tour europeo in supporto ai Papa Roach.

QUI e di seguito potete leggere le parole della band e di Frank Carter:

Much love Frank, take your time ‘cause there’s always light after dark.

 

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