Na na na, na na na, na na na out here in the fields…di solito canticchio sempre sottovoce per strada, non ne abbiate a male se non dovessi alzare la testa per salutarvi, probabilmente sono solo concentrata a sentire un assolo nelle mie cuffie cercando di riprodurlo con versi acusticamente insopportabili.

Dunque, vi spiego il senso di www.thesetlistgirl.com

Di solito le mie conversazioni iniziano con: “Ciao, piacere! Che musica ascolti?”; Che sembra qualcosa di generico o da conversazione come chiedere il segno zodiacale o cazzate simili. Non lo è. Non lo è affatto. Da quando sono nata (1987 – Appetite For Destruction, non a caso) soffro di una grande passione: la Musica.

Il rock, per intenderci.

Provo ad essere più chiara: adoro sentire – badate bene che non ho scritto solo ascoltare – la Musica, specialmente dal vivo.

È una questione fisica, di sangue volendo; sono un mix tra il cuore di “Simple man” degli Skynyrd e la testa di “Rocket Queen” dei Guns . L’intro di “Kickstart my heart” dei Mötley lo ritengo puro erotismo mentre la mia dichiarazione d’amore ideale è “Sweet child o’mine”, in realtà anche “Thank you” dei Led Zeppelin.

Adoro sentire il calore di un abbraccio nella voce di Myles Kennedy, i brividi alle prime note di Baba O’Riley o lasciare che la mia mente venga totalmente annebbiata da Axl Rose in “Welcome to the Jungle”, Bon Scott o Robert Plant. Rido come un’ebete quando vedo gruppi come gli Steel Panther che non si prendono mai sul serio (abitudine che dicono tenda ad invecchiare) e ammiro gruppi invecchiati bene (che tendono a non essersi mai presi sul serio) come gli Stones.

Eddie Vedder mi coccola nelle giornate uggiose mentre Tom Petty mi calma come un marito protettivo quando sono isterica, anche se non sono mai stata sposata quindi non credo di sapere esattamente cosa sto dicendo, ma prendetemi in parola.

I Metallica mi fanno guidare nel traffico come in uno di quei film tamarri in cui la gente si scambia sguardi al semaforo e poi parte a tavoletta. Tralasciando la risata di James Hetfield che da sola è più illegale di quanto lo sia sfrecciare a 250km/h in autostrada.

Quando sono felice, oltre a saltellare innervosendo chiunque abbia di fianco, ascolto Jerry Lee Lewis, Chuck Berry, Sam Cooke o Elvis e ho sempre un cd dei Creedence in macchina mentre viaggio.

La realtà è che quando ho un palco davanti, gente che canta e balla di fianco a me o quando sento, ancora a luci spente, i primi accordi di quella canzone che ho urlato o canticchiato mille volte, in quel preciso istante, sorrido e lascio che le mie emozioni prendano forma.

In dieci anni di concerti rock e festival in giro per l’Europa, oltre a vari plettri e magliette, ho collezionato (e continuo a collezionare) setlist, ossia quei pezzi di carta attaccati al palco, spesso pestati, rotti o bagnati di birra su cui sono scritte le canzoni del concerto.

Questo è il motivo per cui sono qui, il motivo per cui vi sto scrivendo.

Che dite, al prossimo show riuscirò a prenderla?